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Informazione sanitariaRiceve a Pistoia · Studio Dentistico Palandri e Spinicci
ERIKA SCHIOPPAOrtodonzia e odontoiatria per i bambini · Pistoia

Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia

Apparecchio a 6 anni a Pistoia

A sei anni un apparecchio non è un impegno di dieci anni: è un lavoro breve, con un obiettivo scritto e una data di fine. Oppure non è niente, e lo dico con la stessa chiarezza.

4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia

«Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!»

Letizia F., recensione Google dello studio di Pistoia

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Apparecchio a 6 anni a Pistoia: un apparecchio mobile per bambini appoggiato sul modello, nello studio in cui riceve la Dott.ssa Erika Schioppa
Apparecchio a 6 anniTre gruppi: adesso, più avanti, forse mai
Tre gruppi: adesso, più avanti, forse maiPlacca, espansore, griglia o mantenitoreFase attiva 6-12 mesiUna visita al mesePausa con controlli ogni 6 mesiFisso, se serve, a 11-13 anni

In sintesi

In questa pagina spiego come rispondo alla domanda sull'apparecchio a 6 anni a Pistoia: in quali tre situazioni ha senso cominciare fra i sei e gli otto anni, quando invece propongo solo un controllo, quanto dura davvero una prima fase, come la vive un bambino di prima elementare e perché l'apparecchio fisso, se servirà, arriva più tardi.

La domanda sull'apparecchio a 6 anni me la fanno quasi sempre con un tono di scusa: «forse è troppo presto, ma…». Non è troppo presto per chiederlo. Può esserlo per metterlo, e la differenza la fa il motivo. A sei anni le ossa del viso crescono in fretta e alcune cose si correggono con forze leggere che a quindici non basterebbero; altre si sistemano da sole o meglio dopo.

Qui racconto come smisto le richieste che arrivano nello studio di Pistoia: le tre situazioni in cui comincio fra i sei e gli otto anni, quelle in cui fisso solo una data per rivederci, com'è fatto un apparecchio a quell'età e quanto dura.

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Dott.ssa Erika Schioppa
Odontoiatra
Albo Odontoiatri di Pistoia n. 307
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio
Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia · Mappa
Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Ortodonzia, Ortodonzia invisibile, Odontoiatria per i bambini

Leggo l’agenda della Dott.ssa Schioppa…

Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Silvana G.★★★★★

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Dania S.★★★★★

Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato

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4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia · Prima visita con la dottoressa · Piano scritto, nessun impegno

Apparecchio a 6 anni: quando ha senso cominciare così presto?

In tre situazioni: un morso crociato con la mandibola che devia da un lato, un'arcata superiore stretta che non lascia posto o respiro, e incisivi superiori molto sporgenti o un'abitudine che li sta spingendo. Il resto, di norma, aspetta.

Il filo comune delle tre è che il problema sta nelle ossa o nella loro direzione di crescita, non nei denti. Un bambino che chiude deviando la mandibola sta allenando il viso a crescere storto. Un palato stretto a sei anni si allarga con poco perché la sutura in mezzo è ancora aperta. Incisivi che sporgono oltre le labbra si rompono cadendo dalla bici.

Fuori da queste tre, un apparecchio a sei anni raramente ha un vantaggio sull'aspettare: i denti da latte storti non predicono i permanenti storti e un affollamento lieve si tratta una volta sola a dentizione completa. Cosa misuro nella visita lo racconto nella pagina sull'ortodonzia per bambini; qui mi interessa il criterio.

  • Adesso. Morso crociato con deviazione, palato stretto, incisivi esposti ai traumi o abitudine che non passa: la crescita è dalla nostra parte oggi, meno fra tre anni.
  • Più avanti. Affollamento, denti ruotati, piccoli spazi: si trattano in una fase sola verso gli undici-dodici anni, quando i permanenti ci sono tutti.
  • Forse mai. Denti da latte storti, un diastema fra gli incisivi a sette anni, una lieve asimmetria che la crescita sta correggendo: si fotografa e si rivede.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Com'è fatto un apparecchio per un bambino di sei anni?

Piccolo e con un compito solo: una placca mobile con una vite che si gira a casa, un espansore cementato ai molaretti, una griglia per il dito o un mantenitore di spazio. Non ha attacchi sui denti davanti e non assomiglia a quello del fratello grande.

La scelta fra mobile e cementato la faccio sul problema e sul bambino. Per allargare un palato in un bambino che si toglierebbe tutto preferisco un dispositivo che non si toglie; per guidare la chiusura o tenere uno spazio basta spesso una placca che si mette dopo cena e si leva la mattina. Il bambino la prova in studio davanti allo specchio e sceglie il colore della resina.

Quello che non uso a quell'età è l'apparecchio fisso completo: i permanenti davanti sono due o quattro e incollare attacchi su denti da latte che cadranno non ha senso. A chi chiede «il fisso come al cugino di tredici anni» spiego che a sei anni si prepara il terreno.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quanto dura un apparecchio messo a 6 anni?

La fase attiva in genere da sei a dodici mesi, seguita da qualche mese di mantenimento con lo stesso dispositivo reso passivo; poi l'apparecchio si toglie e il bambino entra in una pausa di controlli senza nulla in bocca.

La paura dei genitori è il bambino «con l'apparecchio per dieci anni». Non lavoro così. Nel piano scrivo l'obiettivo della fase, per esempio «correggere il morso crociato», e la durata prevista; quando l'obiettivo è raggiunto, la fase finisce anche se il calendario diceva un mese di più. Un espansore si attiva per poche settimane e poi resta fermo per mesi; una placca lavora sei-nove mesi e poi si porta solo di notte per poco.

Dopo arriva la pausa, che non è un abbandono: ogni sei mesi fotografo e confronto, e decido se la seconda fase servirà. In una parte dei bambini non serve; in altri serve un fisso più corto e più semplice. La prima fase non è un'esenzione dalla seconda: prepara basi ossee giuste, e spesso un trattamento senza estrazioni.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)
Lo studio in cui riceve la dottoressa

Apparecchio a 6 anni a Pistoia

Studio a Pistoia dal 1988 (38 anni) · 4,8 su 5 con 35 recensioni Google

Non rimandare la valutazione: con i bambini e i ragazzi il momento giusto per intervenire dipende dalla crescita, e passa. Racconta cosa hai notato e ricevi un parere, con le alternative possibili, compresa quella di aspettare.

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Come vive un bambino di prima elementare con l'apparecchio?

Meglio di quanto temano i genitori: i primi giorni la lingua cerca il suo posto e qualche parola esce strana; dopo una settimana nessuno ci fa più caso, lui per primo.

Con una placca mobile la giornata cambia poco: si porta a casa, di sera e di notte, e a scuola resta nella sua scatola. Con un espansore cementato si mangia con l'apparecchio e le prime cene sono lente; il cibo si infila sotto e lo spazzolino serve anche lì. Nessuno dei due impedisce sport, nuoto o flauto dolce.

La parte delicata è la vite da girare a casa, quando c'è: lo fa il genitore, con una chiavetta, nei giorni e nel numero scritti sul foglio che consegno. Un bambino di sei anni non può essere responsabile delle ore di uso; può esserlo della scatola. Se in quella casa le sere sono complicate, scelgo un dispositivo che non dipenda dalle sere.

  • I primi giorni. Parlare a voce alta leggendo un libro accelera l'adattamento; i cibi morbidi aiutano con l'espansore; la cera serve di rado.
  • A scuola. La placca resta a casa nella scatola, se non ho detto altro; l'espansore non si nota e non interferisce con la mensa.
  • Se si rompe o si perde. Si chiama lo studio e si viene in pochi giorni: una placca persa è una pausa forzata, un espansore staccato va ricementato presto.

Quando a 6 anni dico «solo un controllo» e cosa significa?

Quando il problema riguarda i denti e non le ossa, o quando la crescita potrebbe risolverlo da sola: fisso una visita a sei o dodici mesi con le fotografie di oggi come riferimento, e il bambino torna a casa senza nulla.

È l'esito più frequente della visita dei sei anni, e ai genitori chiedo di non viverlo come un «non ha visto niente». Ho visto, misurato e fotografato, e ho deciso che intervenire oggi non darebbe un vantaggio. Il controllo verifica quella previsione: se la mandibola devia di più o lo spazio si sta chiudendo, cambio idea e lo dico.

Nel frattempo ci sono cose da fare che non sono un apparecchio: curare le carie dei denti da latte perché un molaretto perso presto cambia tutto, lavorare su ciuccio e dito, mandare dall'otorino chi respira dalla bocca. Un controllo che produce queste tre cose vale quanto un apparecchio, e a volte lo evita.

Perché il fisso viene dopo, anche se a 6 anni si è già fatto qualcosa?

Perché a sei anni si lavora sulle ossa e sullo spazio, e a undici-dodici sui denti permanenti, che prima non ci sono: due lavori diversi, con strumenti diversi.

Lo spiego ai genitori con un'immagine semplice: a sei anni si decide quanto è grande la casa, a dodici si sistemano i mobili. Allargare un palato cambia il contenitore; allineare incisivi e canini, che spuntano fra gli undici e i tredici anni, riguarda il contenuto. Chi mette un fisso a otto anni su quattro incisivi spesso lo rimette a dodici sugli altri venti.

Nello studio di Pistoia seguo il bambino dalla prima fase alla seconda, con la stessa cartella, insieme alla Dott.ssa Bottacci. Questo mi permette di dire a undici anni «non serve» con la stessa tranquillità con cui a sei ho detto «cominciamo». Ogni fase ha il suo piano scritto e il suo consenso.

Apparecchio a 6 anni a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso

A Pistoia la richiesta sull'apparecchio a sei anni arriva per lo più da famiglie con il primo figlio in prima elementare, dopo che il pediatra ha notato una chiusura storta o la maestra ha detto che «respira con la bocca». In molti di questi casi la visita finisce con un controllo a dodici mesi; in alcuni con un espansore o una placca per pochi mesi, e con un sollievo evidente quando spiego la durata.

Nel Pistoiese vedo anche il caso opposto: genitori a cui è stato proposto un apparecchio a cinque o sei anni per denti da latte storti o per un diastema, e che vogliono capire se è necessario. Guardo il morso e le ossa, non la fila dei denti. Le famiglie di Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese chiedono spesso quante visite comporta una prima fase: una al mese, in genere, per meno di un anno.

Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.

Quando non è questa la strada?

A un genitore che chiede l'apparecchio per il figlio di sei anni rispondo di no, o non ancora, in queste situazioni.

  • Denti da latte storti o spaziati. Non predicono nulla sui permanenti: si aspetta il cambio e si guarda cosa arriva.
  • Incisivi permanenti nuovi con uno spazio in mezzo. A sei-otto anni è una tappa normale della permuta; si chiude quando spuntano i canini.
  • Naso chiuso non ancora valutato. Prima l'otorino: allargare il palato a chi non respira dal naso è un lavoro che non tiene.
  • Carie attive e spazzolamento assente. Un apparecchio su denti non curati fa danni: prima le cure e le abitudini, poi, se serve ancora, l'apparecchio.
  • Un bambino che non regge la visita. Si costruisce prima la fiducia con appuntamenti brevi; un apparecchio imposto in lacrime finisce nel cassetto.

Come si svolge il percorso, in tre passi?

  1. 1Visita e smistamento. Guardo chiusura, palato, respiro e abitudini, fotografo, e dico in quale dei tre gruppi rientra il bambino: adesso, più avanti o forse mai.
  2. 2Prima fase breve, se serve. Placca, espansore, griglia o mantenitore con un obiettivo e una durata scritti; una visita al mese, le istruzioni alla famiglia su un foglio.
  3. 3Pausa e decisione sulla seconda fase. Controlli ogni sei mesi con fotografie; verso gli undici-dodici anni decido se il fisso serve, e quanto.

Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Come si può pagare?

Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.

Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.

Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.

Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.

  • Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
  • Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
  • Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.

Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Silvana G. · Recensione su Google

Ottimo studio. Ambiente molto professionale, e tutto il personale è cortese e preparato. Mi sono trovato benissimo e tornerò sicuramente.

Giovanni B. · Recensione su Google

Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato

Dania S. · Recensione su Google
Leggi tutte le 35 recensioni su Google (4,8 su 5)

Il primo passo è una visita

Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

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Domande frequenti: apparecchio a 6 anni a Pistoia

  1. 1. A 6 anni l'apparecchio fa male?

    Un espansore dà una pressione sul naso e sui molari nei minuti dopo ogni attivazione, che passa in fretta; una placca all'inizio dà fastidio alla lingua, non dolore. Se un bambino piange per il dolore, qualcosa non va e lo voglio vedere subito.

  2. 2. Mio figlio ha 5 anni: è troppo presto per la visita?

    Per la visita no, soprattutto se c'è un morso crociato evidente, un ciuccio che resiste o la bocca sempre aperta di notte. Per l'apparecchio quasi sempre sì: a cinque anni si lavora sulle abitudini e si fissa un controllo per i primi permanenti.

  3. 3. Se cominciamo a 6 anni, lo porterà fino ai 14?

    No. La prima fase dura in genere meno di un anno, poi il bambino sta senza nulla in bocca per anni, con un controllo ogni sei mesi. La seconda fase, se serve, arriva a undici-tredici anni e dura dodici-ventiquattro mesi.

  4. 4. L'apparecchio a 6 anni cambia il modo di parlare?

    Per qualche giorno sì, soprattutto con una placca che copre il palato: le esse e le zeta escono impastate. Leggere ad alta voce la sera accelera l'adattamento. Se dopo due settimane la pronuncia non è tornata normale, controllo la forma dell'apparecchio.

  5. 5. Chi gira la vite dell'espansore a casa?

    Il genitore, con la chiavetta che consegno e un calendario su cui segnare ogni giro. Lo mostro in studio la prima volta e lo faccio provare. Se una sera si dimentica, non si recupera con due giri il giorno dopo: si prosegue e me lo si dice al controllo.

  6. 6. Con l'apparecchio a 6 anni si può fare sport?

    Sì. La placca si toglie e sta nella scatola; l'espansore cementato non dà problemi nemmeno in piscina. Per gli sport di contatto, con qualunque apparecchio, serve un paradenti adatto.

  7. 7. Cosa succede se la placca resta nel cassetto?

    Non succede nulla, ed è il problema: i denti e le ossa restano dove sono e i mesi passano. Non trasformo l'apparecchio in una guerra familiare; se le ore non si riescono a garantire, passo a un dispositivo cementato o rimando a quando il bambino è pronto.

  8. 8. Dopo la prima fase i risultati restano?

    Quelli sulle ossa, come l'allargamento del palato, tendono a restare se si rispetta il periodo di mantenimento. La posizione dei denti è più mobile e viene ripresa nella seconda fase, se c'è. Per questo la pausa ha i controlli: è una sorveglianza.

  9. 9. Serve una radiografia prima di mettere un apparecchio a 6 anni?

    Non sempre. Per un morso crociato o una placca di guida spesso bastano la visita e le fotografie; chiedo le radiografie che servono quando devo vedere dove sono i permanenti o se manca qualche dente. Se ne avete una recente, portatela.

  10. 10. Chi segue le cure per apparecchio a 6 anni a Pistoia?

    Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.

  11. 11. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?

    Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.

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