Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Succhiare il pollice e il ciuccio a Pistoia
Un'abitudine che nei primi anni consola, e che dopo i tre anni comincia a modellare la bocca. Il mio lavoro è dire quando è il momento di lasciarla e aiutare la famiglia a farlo con calma.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!»
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Immagine illustrativa dell'ambiente di studio, ricostruita al computer: nessuna persona reale. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

In sintesi
In questa pagina spiego cosa succede quando un bambino continua a succhiare il pollice o il ciuccio e come lo seguo a Pistoia: fino a quale età non me ne preoccupo, cosa trovo in bocca quando l'abitudine dura troppo, perché il ciuccio si lascia più facilmente del dito, come si smette per gradi e quando propongo una griglia.
Succhiare il pollice o il ciuccio è un bisogno dei primi anni, non un vizio: calma, aiuta ad addormentarsi, accompagna la stanchezza. I genitori che me ne parlano lo sanno, e la loro domanda non è «è sbagliato?» ma «fino a quando?». Rispondo con una data orientativa e con un'osservazione: più dell'età conta quante ore al giorno il dito o la tettarella stanno in bocca, e con quanta forza.
Qui racconto come affronto la questione nello studio di Pistoia: cosa cerco sugli incisivi e sul palato di un bambino che succhia ancora a quattro o cinque anni, perché tratto in modo diverso ciuccio e pollice, quali passaggi suggerisco per smettere senza scontri e quando una griglia fissata ai molari diventa un aiuto. Più in basso i casi in cui non faccio nulla.
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Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀
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Fino a che età è normale succhiare il pollice o il ciuccio?
Fino ai due anni non ne parlo nemmeno; fra i due e i tre suggerisco di ridurre; oltre i tre-quattro anni il succhiamento quotidiano lascia un segno su denti e palato.
Il riflesso di suzione nasce prima del parto e per un neonato è nutrimento e consolazione insieme. Nel primo anno il ciuccio ha anche un ruolo protettivo nel sonno, e non ho motivo di contrastarlo. Il discorso cambia quando il bambino cammina, parla e succhia solo per addormentarsi o per noia: a quel punto l'abitudine non serve più a lui, serve alla routine, e si può cominciare a toglierle spazio.
La soglia che indico alle famiglie è il terzo compleanno, per il ciuccio un po' prima. Non è una scadenza rigida: un bambino che succhia il pollice dieci minuti prima di dormire a quattro anni preoccupa meno di uno che lo tiene in bocca tutto il pomeriggio a tre. Per questo chiedo quando lo fa, per quanto e con quanta energia: le guance che si incavano mentre succhia mi dicono più dell'età.

Cosa fa il succhiamento ai denti e al palato?
Spinge gli incisivi superiori in avanti e gli inferiori indietro, lascia un varco fra le arcate quando il bambino chiude e, col tempo, restringe l'arcata superiore.
Il dito appoggiato dietro gli incisivi superiori agisce come una leva: li inclina verso il labbro e tiene gli inferiori schiacciati verso la lingua. Fra i due gruppi di denti resta un'apertura a forma di dito, il morso aperto anteriore, e la lingua impara a infilarcisi a ogni deglutizione. È il segno che riconosco per primo, anche da una fotografia che un genitore mi manda.
Il secondo effetto è meno visibile e più importante. Mentre il bambino succhia, le guance si contraggono e comprimono i molaretti verso l'interno; la lingua, che dovrebbe allargare il palato da dentro, è spinta in basso dal dito. L'arcata superiore cresce stretta e può finire a chiudere dentro quella inferiore: un morso incrociato, che a differenza del varco davanti non si corregge da solo quando l'abitudine finisce.
- Incisivi in avanti. Più esposti alle cadute e più difficili da coprire con le labbra.
- Morso aperto davanti. Il bambino non morde di punta e la lingua spinge nel varco: le due cose si alimentano.
- Palato stretto. Un'arcata a V invece che a U; può portare al morso incrociato e a una chiusura deviata.

Ciuccio o pollice: cambia qualcosa?
Sì: il ciuccio si lascia prima e più facilmente, perché è un oggetto che si può far sparire; il pollice è sempre disponibile e richiede che il bambino voglia smettere.
Con il ciuccio il lavoro è dei genitori. Si può scegliere una tettarella sottile e piatta, limitarlo al lettino, non reinfilarlo appena il bambino protesta, e infine toglierlo con un piccolo rito che lui capisce. Il segno che lascia, se si smette entro i tre anni, in genere si riassorbe nei mesi successivi, perché a quell'età le ossa sono plastiche e la lingua riprende il suo posto.
Con il pollice la decisione passa dal bambino. Non si può nascondere, è caldo, ha sempre lo stesso sapore e nel sonno viene cercato senza pensarci. Per questo con il dito vedo abitudini che durano fino ai sei o sette anni, e le forze in gioco sono spesso maggiori: un pollice succhiato con energia per ore sposta più di un ciuccio tenuto mollemente. I due casi li tratto con tempi e strumenti diversi.

Come si smette senza forzare?
Per gradi, in un periodo tranquillo, togliendo prima i momenti di giorno e per ultimo l'addormentamento, con il bambino che sa cosa sta succedendo.
La prima regola è il momento: non si inizia durante l'inserimento al nido, la nascita di un fratello o un trasloco, perché il succhiamento è proprio ciò che il bambino usa per attraversare quei passaggi. Scelto un periodo calmo, si parte dalle ore in cui dito o ciuccio servono meno, davanti alla televisione o in macchina, dando alle mani qualcosa da tenere. La notte si lascia per ultima.
La seconda regola è non punire e non deridere. Un bambino ripreso ogni volta che si tocca la bocca comincia a nascondersi, e il succhiamento diventa clandestino, cioè impossibile da seguire. Funzionano meglio un accordo esplicito, un riconoscimento per ogni tappa e un adulto che la sera resta vicino qualche minuto in più al posto del ciuccio. Se dopo alcune settimane serie non si muove nulla, se ne riparla con me.
- Periodo giusto. Settimane senza cambiamenti in famiglia, con tempo e pazienza la sera.
- Dal giorno alla notte. Prima i momenti di veglia, poi il pisolino, infine l'addormentamento.
- Il bambino sa. Gli si spiega perché, con parole sue, e si festeggia il percorso, non la singola notte.
Quando serve una griglia e come funziona?
La propongo dopo i sei anni, quando i tentativi a casa non sono bastati e il bambino è d'accordo: un filo con piccole anse, fissato ai molari, dietro gli incisivi superiori.
La griglia non fa male e non punisce: cambia la sensazione. Il dito non trova più il palato liscio e il piacere si spegne in pochi giorni; intanto il bambino, che aveva deciso di smettere, ha un alleato nei momenti in cui si addormenta e non si controlla. Si costruisce su misura con due bande cementate sui primi molari, resta in bocca alcuni mesi e ancora qualche mese dopo che l'abitudine è sparita.
Non la metto a un bambino che non vuole smettere, perché la userebbe per arrabbiarsi con i genitori, e non prima dei sei anni, quando il lavoro a casa ha ancora buone probabilità. Nelle prime settimane si parla un po' impastato e si mangia con qualche attenzione; a ogni controllo verifico che le bande siano salde e la gengiva pulita. In casi scelti la stessa griglia si monta su una placca mobile.
Il morso si chiude da solo quando il bambino smette?
Spesso sì, se smette prima che gli incisivi permanenti abbiano finito di uscire. Il palato stretto e il morso incrociato, invece, restano e vanno trattati.
Labbra e lingua, una volta libere dal dito, riprendono a lavorare sui denti ogni giorno, e nei bambini piccoli questa forza basta a riportare gli incisivi in posizione. Per questo insisto sul calendario: un'abitudine lasciata a quattro anni si cancella quasi sempre da sola, una lasciata a otto, con gli incisivi permanenti già fuori, lascia un morso aperto che richiede un apparecchio.
Il palato segue un'altra logica. L'arcata ristretta non si riallarga spontaneamente, e se i molari chiudono al contrario la mandibola continua a deviare a ogni boccone. In quel caso, finita l'abitudine, valuto come allargarlo nel modo adatto all'età, come spiego nella pagina sull'espansore. Per il quadro delle abitudini e della crescita rimando all'ortodonzia per bambini.
Succhiare il pollice e il ciuccio a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la richiesta più frequente è quella della mamma o del papà di un bambino di tre o quattro anni che ha appena sentito dal pediatra, o da una nonna, che «il ciuccio rovina i denti». Arrivano con un senso di colpa che non ha ragione di esistere: controllo gli incisivi, guardo il palato dall'alto, chiedo quante ore e in quali momenti, e quasi sempre la risposta è un piano di qualche settimana per lasciarlo, con un controllo a sei mesi per vedere se il varco davanti si sta chiudendo. Il bambino torna a casa senza nulla in bocca.
Nel Pistoiese vedo poi bambini di sei, sette, otto anni che succhiano il pollice da sempre, spesso di nascosto, portati perché gli incisivi superiori «sporgono» o perché un compagno li ha presi in giro. Con loro la visita è una conversazione a tre: capire se il bambino vuole smettere, cosa è già stato provato e con quale clima, e solo dopo parlare di griglia. Alle famiglie di Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese che vengono per il fratello maggiore chiedo di portare anche il piccolo con il ciuccio: dieci minuti a tre anni evitano un apparecchio a otto.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando non è questa la strada?
Ci sono situazioni in cui, davanti a un genitore preoccupato per il dito o il ciuccio, la cosa giusta è non fare nulla, o fare altro.
- Sotto i due anni. Il succhiamento è fisiologico e consola: non si toglie, al massimo si evita di offrirlo a ogni pianto.
- Un cambiamento in famiglia. Nido, fratellino, separazione, trasloco: si rimanda di qualche mese, in quelle settimane l'abitudine serve.
- Un bambino che non vuole smettere. Nessuna griglia funziona contro la sua volontà: prima l'accordo, poi lo strumento.
- Incisivi in avanti senza succhiamento attuale. Se l'abitudine è finita da tempo, non è più un problema di abitudine ma di ortodonzia: si valuta con calma.
- Naso chiuso e bocca aperta. Il morso aperto può dipendere dal respiro: prima si guarda quello, come spiego nella pagina sulla respirazione orale.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita e racconto dell'abitudine. Guardo incisivi, palato e chiusura, chiedo quando e quanto succhia, scatto le fotografie di partenza; si esce con un piano per casa.
- 2Settimane di lavoro in famiglia. Riduzione graduale dal giorno alla notte, accordo con il bambino, un contatto con me se qualcosa si blocca; la griglia solo dopo i sei anni.
- 3Controllo a sei mesi. Confronto le fotografie: se il varco davanti si chiude si continua a osservare, se il palato è stretto si programma la correzione al momento adatto.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀
Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: succhiare il pollice e il ciuccio a Pistoia
1. Il ciuccio ortodontico fa meno danni?
Le tettarelle piatte e sottili occupano meno spazio fra le arcate e lasciano un segno minore, ma nessun ciuccio tenuto in bocca molte ore oltre i tre anni è innocuo per il palato. Conta più la durata dell'abitudine che la forma dell'oggetto: la scelta aiuta, non sostituisce il distacco.
2. Mio figlio ha quattro anni e succhia il pollice solo per dormire: devo intervenire?
Direi di cominciare, con calma. L'addormentamento è il momento più tenace e si affronta per ultimo, quindi si parte togliendo le occasioni di giorno e costruendo un rito serale diverso. Alla visita controllo se c'è già un varco davanti.
3. Smettere di colpo è meglio che per gradi?
Per il ciuccio alcune famiglie scelgono il distacco in un giorno solo, con un rito, e funziona se il bambino è preparato. Per il pollice il taglio netto non esiste: il dito resta lì. In entrambi i casi quello che non deve succedere è trasformare le sere in una lotta.
4. Le sostanze amare sulle unghie servono?
Le sconsiglio. Rendono il momento spiacevole senza spiegare nulla, molti bambini si abituano al sapore e altri le vivono come una punizione. Preferisco un bambino che smette perché ha capito e un adulto che lo aiuta la sera, con la griglia come aiuto dopo i sei anni.
5. La griglia fa male o impedisce di mangiare?
Non fa male: i primi giorni dà fastidio alla lingua e si parla un po' impastato, poi ci si abitua. Si mangia quasi tutto, evitando cibi molto appiccicosi che si incastrano nelle anse. Lo spazzolamento intorno alle bande lo controlla il genitore la sera.
6. Gli incisivi in avanti tornano a posto da soli?
Se il succhiamento finisce mentre il bambino è piccolo, in buona parte sì: labbra e lingua li riportano indietro nei mesi successivi. Se dura fino a dopo l'uscita degli incisivi permanenti, il rientro spontaneo è parziale e si valuta un apparecchio quando l'età lo consente.
7. Il succhiamento cambia il modo di parlare?
Può farlo. Il morso aperto davanti lascia passare la lingua fra i denti durante alcune consonanti e il bambino pronuncia la «s» spingendola in avanti. Quando lo noto suggerisco alla famiglia una valutazione con una logopedista, perché la lingua va rieducata oltre a chiudere il morso.
8. Il dito succhiato espone di più ai traumi?
Sì: incisivi superiori inclinati in avanti e labbra che non li coprono sono più facili da urtare in una caduta. È uno dei motivi per cui, nei bambini vivaci, insisto per chiudere l'abitudine presto. Se un urto succede, le regole sono nella pagina sul trauma dentale.
9. Il ciuccio a cinque anni ha già fatto danni irreversibili?
Non necessariamente. A cinque anni gli incisivi da latte stanno per essere sostituiti e il varco davanti può ancora chiudersi con i permanenti, se l'abitudine finisce adesso. Quello che va controllato è il palato: se si è ristretto, lo si corregge al momento adatto.
10. Chi segue le cure per succhiare il pollice e il ciuccio a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
11. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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Ortodonzia a Pistoia
Studio Dentistico Dott.ri Palandri e Spinicci
Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia (PT)
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Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Direttore Sanitario: Dott. Pietro Palandri
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