Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Bruxismo nei bambini a Pistoia
Un bambino che stride i denti nel sonno fa un rumore sproporzionato alla sua età, e i genitori lo sentono dal corridoio. Nella maggior parte dei casi è una fase; il mio compito è controllare che non nasconda altro.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!»
Letizia F., recensione Google dello studio di Pistoia
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In sintesi
In questa pagina spiego come affronto il bruxismo nei bambini a Pistoia: perché i bambini digrignano i denti di notte, in quali età è una fase che passa, cosa controllo sui denti e cosa chiedo sul respiro e sul sonno, che rapporto c'è con l'ansia e con la giornata, quando intervengo e quando preferisco aspettare.
Il bruxismo nei bambini si presenta quasi sempre così: un genitore che, passando davanti alla cameretta, ha sentito un rumore di denti che strofinano e si è spaventato per la forza che sembrava avere. Il bambino, la mattina, non ricorda nulla e non ha male. Il digrignare notturno fra i tre e i dieci anni è molto comune e nella maggior parte dei casi si attenua da solo con il cambio dei denti.
Qui racconto cosa faccio nello studio di Pistoia quando me ne parlano: cosa cerco sulle superfici dei denti da latte, quali domande faccio sul respiro notturno e sulla giornata del bambino, perché non prescrivo un bite a sei anni, in quali casi coinvolgo il pediatra e cosa chiedo alla famiglia di osservare a casa. In fondo i casi in cui non faccio nulla, e le domande dei genitori.
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Perché i bambini digrignano i denti di notte?
Perché nel sonno leggero i muscoli della masticazione si attivano, e con i denti in cambiamento, un naso che respira male o una giornata intensa l'attivazione diventa più forte e rumorosa. Raramente c'è una sola causa.
Il bruxismo è un'attività dei muscoli masticatori durante il sonno, legata ai momenti in cui il cervello si risveglia per pochi secondi senza che il bambino se ne accorga. Nei bambini questi micro-risvegli sono più frequenti, e i denti da latte, piccoli e con il morso in continua trasformazione, scivolano uno sull'altro con un rumore che non corrisponde alla forza reale. Per questo il suono spaventa più di quanto i denti soffrano.
Attorno a questo meccanismo di base si sommano fattori che lo amplificano: un naso ostruito che costringe a respirare con la bocca, tonsille grandi, un periodo di tensione a scuola o in famiglia, la stanchezza, a volte un dente che sta spuntando e dà fastidio. Il mio lavoro non è trovare «la» causa ma pesare quelle presenti, perché su alcune si può fare qualcosa e su altre basta aspettare.

Quando il bruxismo è una fase che passa da sola?
Quando compare in età prescolare o durante il cambio dei denti, l'usura è lieve e uniforme, il bambino respira dal naso e si sveglia riposato: in genere si attenua da sola verso i dieci-dodici anni.
La fascia tipica va dai tre ai sei anni, con una ripresa durante la permuta, quando i denti permanenti spuntano e il morso cerca un nuovo equilibrio. In questi bambini il digrignare va e viene a periodi, è più forte nelle settimane con febbre o raffreddore, e si spegne senza che nessuno faccia nulla. Lo smalto dei denti da latte si consuma un po', e questo è accettabile: quei denti hanno un termine.
Il segno che mi tranquillizza di più non è nei denti ma nella mattina: un bambino che si sveglia riposato, senza mal di testa, senza dolore alle guance, che non russa e che di giorno è attivo. Se il quadro è questo, dico ai genitori che il rumore è l'unica cosa che c'è, e che lo rivedremo ai controlli ordinari senza aggiungere appuntamenti.
- Età. Prescolare o durante il cambio dei denti: le fasi in cui il morso è in movimento.
- Usura. Leggera e uniforme sui denti da latte, nessun segno sui permanenti.
- Il risveglio. Riposato, senza mal di testa né dolore ai muscoli del viso, nessun russamento.

Cosa controllo sui denti e in bocca?
Quanto e dove lo smalto si è consumato, se i permanenti mostrano già segni, se ci sono denti sensibili, come chiudono le arcate e se palato e tonsille raccontano una bocca che respira male.
Guardo le superfici dei canini e dei molaretti da latte: nel bruxismo si spianano e diventano lucide come vetro smerigliato, con facce piatte che combaciano quando il bambino stringe. Misuro quanto ne manca e lo annoto, così al controllo successivo posso dire se è cambiato. Se trovo usura sui primi molari permanenti o sugli incisivi nuovi, la soglia di attenzione si alza, perché quei denti devono durare.
Poi allargo lo sguardo. Palpo i muscoli delle guance e delle tempie per sentire se sono dolenti, chiedo al bambino di aprire e chiudere per vedere se la mandibola devia, guardo il palato e le tonsille, controllo se gli incisivi superiori hanno il segno del labbro inferiore. Un bruxismo che convive con un palato stretto e una bocca aperta cambia completamente il mio piano, come spiego nella pagina sulla respirazione orale.

Che rapporto c'è fra bruxismo, respiro di notte e ansia?
Il bruxismo spesso accompagna un respiro notturno difficile e si intensifica nei periodi di tensione: nel primo caso serve il pediatra o l'otorino, nel secondo tempo e una giornata più serena.
Il legame con il respiro è quello che mi preme di più. Quando le vie aeree di notte si restringono, il cervello risponde con micro-risvegli e con un'attivazione dei muscoli che riapre il passaggio: il digrignare può essere parte di questa risposta. Per questo, se i genitori descrivono russamento, bocca aperta, sudorazione e un bambino stanco di giorno, non resto sui denti: scrivo al pediatra e chiedo una valutazione.
L'ansia e la stanchezza sono l'altro ingrediente. Un inizio di scuola, una separazione, un periodo di esami sportivi, un fratello appena nato: i genitori li collegano spesso al peggioramento del rumore, e hanno ragione. Qui il mio ruolo è piccolo e consiste nel dirlo: non è un problema dei denti, si attraversa, e aiutano una serata più tranquilla e un'ora di sonno in più. Se il disagio è più profondo, è il pediatra l'interlocutore.
- Respiro. Russamento, bocca aperta, risvegli: priorità al pediatra e all'otorino, prima di qualsiasi dispositivo.
- Tensione. Il digrignare segue i periodi difficili e si spegne con loro: routine serale, meno schermi, più sonno.
- Denti in arrivo. Un molare che spunta o un dentino mobile possono aumentare il rumore per qualche settimana.
Quando si interviene e quando no?
Intervengo quando l'usura raggiunge i permanenti, quando c'è dolore ai muscoli o mal di testa al risveglio, quando il bruxismo accompagna un respiro ostruito o un morso che devia; non sul solo rumore in un bambino che sta bene.
L'intervento, quando serve, raramente è un apparecchio. Nei bambini le arcate crescono e i denti cambiano ogni pochi mesi: un bite rigido va rifatto di continuo e può ostacolare il movimento dei denti che spuntano. Lo considero solo in ragazzi con i permanenti quasi tutti presenti e un'usura che avanza, e lo faccio morbido e controllato spesso. Per gli adulti il discorso è diverso, e sta nella pagina sul bite notturno.
Più spesso l'intervento è sulle cause: il naso, con i colleghi; un dente da latte consumato fino a diventare sensibile, che ricostruisco o proteggo; un morso che devia per un palato stretto, che correggo nell'ambito dell'ortodonzia per bambini. Non prescrivo farmaci né integratori per il bruxismo, e non li consiglio: se un genitore ne ha letto, lo rimando al pediatra. Nel bambino che sta bene, la scelta giusta è non fare nulla e rivedersi.
Cosa chiedo ai genitori di osservare a casa?
In quali notti il rumore è più forte, se il bambino russa o respira con la bocca, com'è il risveglio, e se ci sono periodi dell'anno o della settimana in cui il bruxismo si spegne.
Un diario di due settimane vale più di qualsiasi esame. Chiedo di segnare per ogni notte se il rumore c'è stato, se il bambino era raffreddato o particolarmente stanco, se ha dormito con la bocca aperta e come si è svegliato. Da quei fogli emergono schemi che la memoria confonde: il bruxismo che compare solo nei giorni di scuola, o solo quando il naso è chiuso, mi dice già dove guardare e chi coinvolgere.
Chiedo anche di non svegliarlo e di non commentare il rumore davanti a lui. Un bambino che sa di «fare quella cosa brutta di notte» aggiunge ansia a un fenomeno che l'ansia alimenta. La sera, aiutano una routine prevedibile, niente schermi nell'ultima ora, una stanza fresca e, se il naso è chiuso, un lavaggio con soluzione salina secondo quanto indica il pediatra. Sono accorgimenti semplici, e spesso bastano.
Bruxismo nei bambini a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la domanda arriva quasi sempre di passaggio, durante un controllo di un bambino di quattro o cinque anni: «ah, dottoressa, di notte digrigna i denti da far paura, è normale?». Guardo i canini da latte, li trovo un po' spianati, chiedo del sonno e del naso, e nella grande maggioranza dei casi la risposta è sì, è una fase, e lo rivedo al prossimo controllo. Quello che evito è lasciare la domanda senza risposta, perché il genitore che esce con un dubbio torna con una ricerca in internet e un bite comprato online.
Nel Pistoiese vedo anche bambini mandati dal pediatra, o portati da genitori insonni, nei quali il bruxismo è il pezzo più rumoroso di un quadro più ampio: russano, dormono con la bocca aperta, si svegliano stanchi, hanno il palato stretto. Qui il lavoro è di squadra: scrivo all'otorino, imposto il percorso di crescita quando il naso è stato valutato e rivedo il bambino ogni pochi mesi. Le famiglie di Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese che hanno due figli che digrignano chiedono se è ereditario: una tendenza familiare c'è, e le abitudini di casa fanno il resto.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando non è questa la strada?
Il bruxismo di un bambino attira proposte di ogni tipo. Queste sono le situazioni in cui, deliberatamente, non faccio nulla o dico di no.
- Solo rumore, bambino che sta bene. Denti da latte poco consumati, risveglio sereno, respiro dal naso: si osserva ai controlli ordinari.
- Bite rigido in dentizione mista. Le arcate cambiano ogni pochi mesi: un dispositivo rigido va rifatto di continuo e può ostacolare i denti che spuntano.
- Bite comprato online o preformato. Non è su misura, può spostare i denti e nei bambini piccoli è un rischio nel sonno: lo sconsiglio sempre.
- Farmaci o integratori «per rilassare». Non li prescrivo per il bruxismo e non li consiglio: ogni decisione del genere spetta al pediatra.
- Russamento con pause nel respiro. Non è un problema di denti: il bambino va dal pediatra con priorità, e il bruxismo si riconsidera dopo.
- Limare i denti «per pareggiarli». Sui denti da latte non ha senso e sui permanenti è un danno: si protegge, non si toglie.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita e domande sulla notte. Guardo l'usura, i muscoli, il palato e la chiusura; chiedo di respiro, risveglio e giornata, e consegno il diario di due settimane.
- 2Cause prima dei dispositivi. Naso con pediatra e otorino se serve, denti sensibili protetti, routine serale rivista; un bite solo in ragazzi con i permanenti e un'usura che avanza.
- 3Controlli e confronto dell'usura. Ai controlli misuro di nuovo le superfici e riascolto il racconto della notte: se il quadro è fermo si continua a osservare, se cambia si agisce.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Ottimo studio. Ambiente molto professionale, e tutto il personale è cortese e preparato. Mi sono trovato benissimo e tornerò sicuramente.
Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: bruxismo nei bambini a Pistoia
1. Il bruxismo rovina i denti da latte?
Li consuma un po', soprattutto canini e molaretti, e questo di norma non ha conseguenze perché quei denti verranno sostituiti. Diventa un problema se l'usura arriva vicino alla polpa e il dente fa male al freddo, o se i permanenti appena spuntati mostrano già segni: in quei casi si protegge il dente.
2. A che età passa il bruxismo nei bambini?
Nella maggior parte dei bambini si attenua con il completamento del cambio dei denti, quindi intorno ai dieci-dodici anni, e in molti sparisce prima. Una parte continua in adolescenza, spesso legata a stress o a un respiro notturno difficile, e lì il discorso cambia.
3. Serve il bite a un bambino di sei anni?
Di norma no. A quell'età i denti cambiano ogni pochi mesi e un bite andrebbe rifatto di continuo, oltre a poter interferire con i denti che spuntano. Preferisco cercare le cause, proteggere i denti consumati se serve e rivedere il bambino. Il bite si valuta nei ragazzi con i permanenti.
4. Il digrignare dei denti è legato ai vermi intestinali?
È una credenza diffusa, ma non trova conferma nella pratica: molti bambini digrignano senza parassiti e molti con i parassiti non digrignano. Se ci sono sintomi intestinali, se ne parla con il pediatra per quelli; il bruxismo si valuta a parte, su denti, respiro e sonno.
5. Mio figlio digrigna anche di giorno: è diverso?
Sì: stringere o strofinare i denti da svegli è un'abitudine legata alla concentrazione o alla tensione, più che al sonno, e si lavora soprattutto facendola notare al bambino con delicatezza e dandogli un'alternativa, come appoggiare la lingua al palato. Lo controllo per l'usura come quello notturno.
6. Il bruxismo può dare mal di testa al bambino?
Può: il mal di testa al risveglio, alle tempie, insieme a guance indolenzite, è uno dei segnali che mi fanno prendere il bruxismo più sul serio. Se c'è, verifico i muscoli, chiedo con più attenzione del respiro notturno e coinvolgo il pediatra, perché il mal di testa nei bambini ha anche altre cause.
7. Come posso ridurre il bruxismo a casa senza apparecchi?
Con una serata regolare: cena non troppo tardi, niente schermi nell'ultima ora, un rito calmo prima di dormire, la stanza fresca e il naso libero. Se il bambino ha un periodo difficile, parlarne di giorno aiuta più di qualunque rimedio. Sono le stesse cose che migliorano il sonno in generale.
8. Devo svegliarlo quando lo sento digrignare?
No: il bambino non se ne accorge e svegliarlo peggiora il sonno di entrambi. Basta annotare la notte sul diario e, se la posizione lo consente, girarlo delicatamente su un fianco. La mattina non serve raccontarglielo, per non aggiungere preoccupazione a un fenomeno che non controlla.
9. Il bruxismo nei bambini è ereditario?
C'è una tendenza familiare: è più frequente nei figli di genitori che digrignano. Non è una condanna, perché contano molto anche il respiro notturno, la forma del palato e le abitudini di casa. Se un genitore porta il bite, controllo i figli con un'attenzione in più ai controlli.
10. Chi segue le cure per bruxismo nei bambini a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
11. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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Ortodonzia a Pistoia
Studio Dentistico Dott.ri Palandri e Spinicci
Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia (PT)
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Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Direttore Sanitario: Dott. Pietro Palandri
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