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Informazione sanitariaRiceve a Pistoia · Studio Dentistico Palandri e Spinicci
ERIKA SCHIOPPAOrtodonzia e odontoiatria per i bambini · Pistoia

Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia

Quanto dura l'apparecchio a Pistoia

La durata la scrivo nel piano, in mesi, e a ogni controllo dico se la stiamo rispettando. Qui spiego cosa la allunga, cosa la accorcia e cosa non la cambia affatto.

4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia

«Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!»

Letizia F., recensione Google dello studio di Pistoia

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Immagine illustrativa dell'ambiente di studio, ricostruita al computer: nessuna persona reale. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

Quanto dura l'apparecchio a Pistoia: il piano di trattamento con il calendario dei controlli sulla scrivania dello studio in cui riceve la Dott.ssa Erika Schioppa
Quanto dura l'apparecchioForbice di durata scritta nel piano
Forbice di durata scritta nel pianoTre fasi: allineamento, correzione, rifinituraControlli che misurano il ritmoAttacchi staccati ed elastici: i mesi in piùRifinitura che non si saltaContenzione dal giorno della rimozione

In sintesi

In questa pagina spiego quanto dura l'apparecchio a Pistoia e perché la risposta cambia da persona a persona: i tempi di partenza per il fisso, gli allineatori e le fasi nei bambini, i fattori che li allungano o li accorciano, le tappe che si attraversano, quanto costa in settimane un attacco staccato o un elastico dimenticato, perché togliere l'apparecchio prima della fine è un errore e cosa resta da fare dopo.

«Quanto dura l'apparecchio?» è la prima domanda dopo «serve davvero?», e la capisco: un trattamento ortodontico occupa un pezzo di vita, e chi lo inizia vuole sapere quando finisce. Io rispondo con una forbice scritta nel piano e con la lista di ciò che può spostarla, perché una data secca sarebbe una promessa che la biologia non autorizza.

Qui racconto come ragiono sui tempi nello studio di Pistoia: quali durate indico in partenza per i diversi apparecchi, da cosa dipendono davvero, come riconoscere la fase in cui ci si trova, quanto pesano i piccoli incidenti e la collaborazione, perché l'ultima fase è quella che nessuno vuole aspettare e tutti dovrebbero, e cosa succede al tempo quando l'apparecchio si toglie.

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Dott.ssa Erika Schioppa
Odontoiatra
Albo Odontoiatri di Pistoia n. 307
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio
Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia · Mappa
Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Ortodonzia, Ortodonzia invisibile, Odontoiatria per i bambini

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Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Silvana G.★★★★★

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Nicola B.★★★★★

Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀

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Quanto dura l'apparecchio in genere?

Per un trattamento completo con il fisso, in genere da un anno a due; con gli allineatori da sei a diciotto mesi secondo il numero di mascherine; una fase intercettiva nei bambini da sei a dodici mesi. Poi la contenzione, che ha tempi suoi.

Queste forbici sono larghe perché dentro ci stanno casi diversi: allineare quattro incisivi in un adulto con il morso a posto sta nella parte bassa; chiudere gli spazi di due estrazioni e correggere il morso con gli elastici sta in quella alta. Nel piano scrivo la durata prevista per quel caso, non la media, e la motivo.

Un'avvertenza che do subito: il tempo dell'apparecchio non coincide con il tempo del trattamento. Ci sono mesi prima, per l'igiene, le eventuali estrazioni o la cura delle carie; e c'è la contenzione dopo, che non ha una fine prevista. Chi chiede «quanto dura» di solito intende i mesi con qualcosa incollato ai denti, e a quello rispondo.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Da cosa dipende la durata del trattamento?

Da quattro cose: la natura del problema, l'età, la collaborazione di chi lo porta e gli imprevisti meccanici; solo la prima la conosco bene all'inizio, le altre si scoprono strada facendo.

Il problema è il fattore più pesante. Spostare le corone di qualche millimetro è veloce; spostare le radici, ruotare un canino, far scendere un dente che non è spuntato, chiudere lo spazio di un'estrazione chiede mesi per ciascun movimento, e alcuni non si possono fare in parallelo. Quando una mandibola va guidata nella crescita, il tempo lo detta la crescita stessa.

L'età conta perché l'osso dei ragazzi si rimodella più in fretta e la crescita aiuta i movimenti del morso; negli adulti tutto è possibile ma più lento, e le gengive dettano il ritmo. La collaborazione, infine, è la variabile che il paziente controlla: elastici, ore delle mascherine, appuntamenti rispettati, igiene che non obbliga a fermarsi. Un trattamento di un anno può diventarne due per questa sola voce.

  • Il problema. Allineamento semplice, correzione del morso, spazi da chiudere, crescita da guidare: ogni gradino aggiunge mesi.
  • L'età. Crescita che aiuta nei ragazzi; osso più lento e gengive da rispettare negli adulti.
  • La collaborazione. Elastici, ore degli allineatori, controlli puntuali, igiene: è la parte del tempo che dipende da chi porta l'apparecchio.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quali sono le fasi dell'apparecchio e come si riconoscono?

Tre fasi, con durate diverse: l'allineamento, in cui i denti si mettono in fila e il cambiamento si vede ogni settimana; la correzione, in cui si lavora su morso e spazi e sembra che non succeda nulla; la rifinitura, fatta di piccoli ritocchi che decidono il risultato.

La prima fase è gratificante: con fili sottili e flessibili i denti accavallati si distendono e in tre-sei mesi il sorriso è già diverso. È anche il momento in cui molti pensano che si sia quasi alla fine, e non è così. La seconda fase lavora su ciò che non si vede sorridendo: la posizione delle radici, il modo in cui le arcate si incastrano, gli spazi che si chiudono millimetro dopo millimetro.

È la fase più lunga e quella in cui gli elastici fra le arcate fanno la differenza, perché il morso lo correggono loro. La terza, la rifinitura, dura in genere due-quattro mesi: pieghe minuscole sui fili, un dente alzato di mezzo millimetro, i contatti controllati con una cartina colorata. Da fuori sembra che non cambi niente; è lì che un lavoro diventa un buon lavoro.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)
Lo studio in cui riceve la dottoressa

Quanto dura l'apparecchio a Pistoia

Studio a Pistoia dal 1988 (38 anni) · 4,8 su 5 con 35 recensioni Google

Non rimandare la valutazione: con i bambini e i ragazzi il momento giusto per intervenire dipende dalla crescita, e passa. Racconta cosa hai notato e ricevi un parere, con le alternative possibili, compresa quella di aspettare.

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Quanto tempo si perde con un attacco staccato o con gli elastici dimenticati?

Un attacco staccato ferma il movimento di quel dente finché non viene riattaccato, in genere una o due settimane, e ogni episodio costa circa un intervallo di controllo. Gli elastici portati a metà allungano la fase del morso in proporzione, e sono la causa più frequente dei trattamenti che sfiorano i tre anni.

Lo spiego con un esempio che uso in studio: se un dente deve percorrere una certa distanza e l'attacco si stacca tre volte, quel dente ha viaggiato con un paio di mesi di ritardo rispetto agli altri, e tutti lo aspettano. Per questo insisto su cosa non mordere, e per questo chiedo di chiamare appena un attacco si muove, invece di aspettare il controllo.

Gli elastici sono una storia diversa, perché non si rompono: semplicemente non vengono messi. Un elastico portato dodici ore invece di ventidue produce molto meno lavoro, perché il morso torna indietro nelle ore libere. Ai controlli lo vedo dalla posizione dei molari, e lo dico senza giri di parole al ragazzo e ai genitori: il tempo che manca è suo, non dell'apparecchio.

  • Attacco staccato. Una-due settimane di fermo per quel dente a ogni episodio; tre episodi, un paio di mesi.
  • Elastici a metà. Fase del morso molto più lunga, in proporzione alle ore mancate.
  • Appuntamento saltato. Il filo resta lo stesso per un intervallo in più: un mese di lavoro in meno ogni volta.

Perché togliere l'apparecchio prima del tempo è un errore?

Perché la parte che si salta è la rifinitura e la stabilizzazione del morso: denti dritti ma che non si incastrano bene tornano indietro più in fretta, e un risultato lasciato a metà si perde nel primo anno di contenzione.

La richiesta arriva quasi sempre nello stesso momento: il sorriso è già bello, manca un evento, i mesi di rifinitura sembrano un capriccio. Capisco la stanchezza e non la ignoro, ma spiego cosa manca con la cartina del morso davanti: i contatti che non ci sono, il canino che non guida, lo spazio di mezzo millimetro che si riaprirà. Un'occlusione che non si incastra non si tiene ferma, nemmeno con il filo.

C'è un modo onesto di accorciare: rinunciare in anticipo a una parte degli obiettivi, scriverlo e saperne le conseguenze. Lo accetto in casi particolari, con un adulto informato. Quello che non faccio è togliere l'apparecchio «per ora» promettendo che si rimetterà: non succede quasi mai, e il secondo trattamento costa più tempo del primo.

Il tempo finisce quando si toglie l'apparecchio?

No: finisce il tempo attivo. Il giorno della rimozione comincia la contenzione, che nel primo anno è impegnativa quanto l'apparecchio e dopo diventa un'abitudine di poche notti a settimana, senza una scadenza prevista.

Lo dico alla prima visita e lo ripeto all'ultima, perché è la parte che si dimentica: i denti appena spostati sono tenuti da un osso ancora morbido e da fibre che ricordano la vecchia posizione. Il filo dietro gli incisivi e la mascherina della notte servono a questo, e i controlli di contenzione, diradati nel tempo, sono gli ultimi appuntamenti del trattamento.

Per rispondere alla domanda del titolo con un numero intero: diciotto mesi di apparecchio e poi una vita con un filo che non si sente e una mascherina due notti a settimana. Chi considera la seconda parte un tempo «in più» tende a saltarla; chi la considera parte del percorso tiene il risultato. Preferisco pazienti del secondo tipo, e cerco di formarli dal primo giorno.

Quanto dura l'apparecchio a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso

A Pistoia la domanda sui tempi arriva da due direzioni. I genitori dei ragazzi delle medie vogliono incastrare l'apparecchio fra la terza media e il liceo, e chiedono se si fa in tempo per una data: rispondo con la forbice del piano e con un patto sugli elastici, perché sono loro la variabile che decide. Gli adulti, invece, chiedono quanto dura in rapporto al lavoro e ai viaggi: con loro ragiono sulla frequenza dei controlli e sugli strumenti che la tollerano meglio.

Nel Pistoiese vedo anche chi arriva al secondo anno di un trattamento iniziato altrove, stanco e convinto che «non finisca mai»: la prima cosa che faccio è capire in che fase si trova e perché si è allungato, e spesso la risposta è un misto di attacchi staccati, elastici a singhiozzo e controlli saltati. Non giudico, ma rimetto il calendario davanti. Da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese chi ha due figli in trattamento chiede di allineare i controlli nello stesso pomeriggio, e il tempo di ciascuno non ne risente.

Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e controlli quando è possibile. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.

Quando il trattamento quanto dura l'apparecchio non è la scelta giusta?

Ci sono richieste sul tempo a cui rispondo di no, e preferisco farlo prima di cominciare.

  • Una data certa di fine. Posso dare una forbice motivata, non una data: la biologia e la collaborazione non si firmano.
  • Un trattamento «veloce» in poche settimane. Qualche mese è il minimo anche per il caso più semplice; chi promette meno sta spostando corone senza controllare le radici.
  • Togliere l'apparecchio per un evento e rimetterlo. Si perde la fase in corso e si ricomincia più indietro; meglio pianificare l'evento con l'apparecchio addosso.
  • Saltare la rifinitura per stanchezza. È la parte che decide stabilità e aspetto; se proprio si rinuncia, lo si scrive e se ne accettano le conseguenze.
  • Considerare la contenzione un tempo facoltativo. Senza, il tempo dell'apparecchio è stato speso per un risultato che non resta.

Come si svolge il percorso, in tre passi?

  1. 1Piano con la forbice di durata. In visita stimo i mesi per quel caso, li scrivo con le condizioni che li fanno variare e indico la frequenza dei controlli.
  2. 2Controlli che misurano il ritmo. A ogni seduta confronto il previsto con l'ottenuto; se il ritmo cala, dico perché e cosa cambiare, dagli elastici all'igiene.
  3. 3Rifinitura e passaggio alla contenzione. Gli ultimi mesi si lavora sui dettagli del morso; alla rimozione si parte con filo e mascherina, e i controlli si diradano.

Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Come si può pagare?

Un trattamento ortodontico ha un costo complessivo scritto nel piano prima di iniziare, suddiviso in fasi (apparecchio, controlli, contenzione): così sai in anticipo il totale e quando si paga ciascuna parte.

Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.

Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.

Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.

  • Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
  • Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
  • Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.

Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Silvana G. · Recensione su Google

Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀

Nicola B. · Recensione su Google

Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.

Domenico M. · Recensione su Google
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Domande frequenti: quanto dura l'apparecchio a Pistoia

  1. 1. Quanto dura l'apparecchio negli adulti rispetto ai ragazzi?

    A parità di problema, qualche mese in più: l'osso si rimodella più lentamente e non c'è crescita che aiuti a correggere il morso. In compenso gli adulti collaborano meglio con elastici e mascherine, e questo recupera una parte del divario. La forbice la scrivo caso per caso.

  2. 2. Quanto dura l'apparecchio per raddrizzare solo i denti davanti?

    Quando il morso è a posto e il problema è solo l'allineamento dei sei denti anteriori, in genere da quattro a otto mesi, con un fisso parziale o con pochi allineatori. Prima di indicare tempi brevi, però, controllo che il morso sia davvero a posto: spesso non lo è.

  3. 3. I controlli si possono diradare per accorciare il trattamento?

    Diradare i controlli non accorcia il trattamento, lo allunga: ogni seduta è il momento in cui il filo si cambia e il movimento riparte. Con gli allineatori l'intervallo è naturalmente più lungo, perché il paziente cambia le mascherine da solo, ed è una delle ragioni per cui gli adulti li scelgono.

  4. 4. Un tipo particolare di attacchi accorcia i tempi?

    Le differenze fra sistemi di attacchi, per quello che vedo, incidono poco sulla durata complessiva: il tempo lo fanno il problema e la collaborazione. Diffido delle promesse di trattamenti dimezzati; scelgo lo strumento per il caso, e il tempo lo stimo sul caso.

  5. 5. Perché il mio trattamento dura più di quello previsto?

    Le cause che vedo più spesso: attacchi staccati più volte, elastici portati poco, mascherine fuori dalla bocca troppe ore, appuntamenti saltati, oppure un movimento che non ha risposto come previsto e va ripensato. Al controllo dico quale di queste è in gioco: ognuna ha un rimedio diverso.

  6. 6. Si può accelerare il movimento dei denti?

    Esistono dispositivi e procedure che promettono di farlo; i dati che le sostengono sono deboli e non li propongo. Quello che accelera davvero è non perdere tempo: nessun attacco staccato, elastici sempre, controlli puntuali. È meno affascinante, ma funziona.

  7. 7. Se cambio città a metà trattamento, il tempo si perde?

    No, se il passaggio è organizzato: consegno la cartella con fotografie, radiografie e piano, e il collega riparte dalla fase in corso. Si perde tempo quando l'apparecchio resta in bocca mesi senza controlli: conviene fissare la prima visita nella nuova città prima di partire.

  8. 8. Il tempo con l'apparecchio si conta anche durante le pause estive?

    Sì, l'apparecchio lavora anche in vacanza, purché il filo in bocca sia quello giusto per quella fase. Fisso il controllo prima della partenza e quello al rientro; un'estate senza nessuna seduta è accettabile, due mesi con un attacco staccato no.

  9. 9. Quanto dura un apparecchio per chiudere gli spazi dopo le estrazioni?

    È uno dei trattamenti più lunghi: chiudere lo spazio di un premolare richiede mesi per lato e va fatto con forze leggere, altrimenti le radici ne soffrono. In tutto si sta di solito fra i diciotto e i ventiquattro mesi, con una contenzione più attenta perché gli spazi chiusi tendono a riaprirsi.

  10. 10. Chi segue il trattamento quanto dura l'apparecchio a Pistoia?

    Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.

  11. 11. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?

    Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.

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