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Informazione sanitariaRiceve a Pistoia · Studio Dentistico Palandri e Spinicci
ERIKA SCHIOPPAOrtodonzia e odontoiatria per i bambini · Pistoia

Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia

Apparecchio linguale a Pistoia

Il fisso incollato dietro i denti, dal lato della lingua. Non è lo strumento che uso di solito: qui spiego cos'è davvero, per chi ha senso e come lo valuto quando me lo chiedono.

4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia

«Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!»

Letizia F., recensione Google dello studio di Pistoia

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Apparecchio linguale a Pistoia: il vassoio con attacchi e fili ortodontici nello studio in cui la Dott.ssa Erika Schioppa riceve chi chiede un fisso che non si veda
Apparecchio lingualeAttacchi sul lato della lingua, su misura
Attacchi sul lato della lingua, su misuraFili piegati in laboratorio sul modelloPrime 2-4 settimane: lingua e pronunciaIgiene con specchietto e scovoliniAlternative: allineatori o ceramicaSe è la strada giusta, si valuta e si indirizza

In sintesi

In questa pagina spiego cos'è l'apparecchio linguale e come rispondo a chi me lo chiede a Pistoia: come sono fatti gli attacchi sul lato interno, cosa cambia per la lingua, la pronuncia e la pulizia, perché il lavoro di laboratorio è diverso da quello di un fisso tradizionale, in quali casi può avere senso e perché di solito propongo il fisso vestibolare o gli allineatori.

L'apparecchio linguale è la risposta a una domanda che gli adulti mi fanno spesso: «esiste un fisso che non si vede?». Esiste: gli attacchi si incollano sulla faccia interna dei denti, quella rivolta verso la lingua, e dall'esterno non si nota nulla. È una soluzione vera, usata da decenni, ma ha un prezzo che non si misura solo in denaro: lo paga la lingua, la pronuncia nelle prime settimane, la pulizia quotidiana e la precisione che il laboratorio deve mettere in ogni attacco.

Lo dico subito, perché chi legge deve saperlo prima di venire: nello studio di Pistoia non è lo strumento che uso di solito. Per la maggior parte delle persone che vogliono un trattamento poco visibile propongo gli allineatori trasparenti o un fisso con attacchi in ceramica. Se, dopo la visita, l'apparecchio linguale risulta la strada giusta per un caso, lo dico e indirizzo. Qui spiego come ragiono.

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Dott.ssa Erika Schioppa
Odontoiatra
Albo Odontoiatri di Pistoia n. 307
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio
Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia · Mappa
Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Ortodonzia, Ortodonzia invisibile, Odontoiatria per i bambini

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Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Silvana G.★★★★★

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Nicola B.★★★★★

Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀

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Com'è fatto un apparecchio linguale e in cosa è diverso dal fisso tradizionale?

Gli attacchi sono incollati sulla faccia interna dei denti anziché su quella esterna, e per questo devono essere costruiti su misura per ciascun dente, con un filo piegato in laboratorio sul modello della bocca; la meccanica è la stessa del fisso, lo spazio in cui lavora è molto più stretto.

La faccia interna dei denti non è piatta né regolare: gli incisivi hanno una superficie concava, i canini una cresta, i molari una parete corta. Un attacco standard non ci si appoggia bene, e per questo l'apparecchio linguale si costruisce dente per dente, partendo dalle impronte e da un progetto in cui il laboratorio stabilisce la posizione finale e ricava da lì la forma di ogni attacco. Anche i fili arrivano piegati in modo personalizzato, perché la forma dell'arcata vista da dentro è più stretta e più irregolare di quella vista da fuori.

Questo lavoro a monte è il motivo per cui un linguale richiede più tempo fra la visita e l'applicazione e un impegno del laboratorio diverso da quello di un fisso tradizionale, in cui gli attacchi sono prefabbricati e li posiziono io in seduta. Non è una differenza di qualità: è una differenza di procedura, che si riflette sul preventivo e sui tempi di consegna. In visita lo spiego, perché una persona che sceglie il linguale deve sapere cosa sta scegliendo.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quali sono i vantaggi dell'apparecchio linguale?

Non si vede, lavora anche quando ci si dimentica di averlo e permette i movimenti di radice che le mascherine controllano meno bene; è la combinazione fra l'invisibilità degli allineatori e la precisione del fisso, almeno sulla carta.

Il vantaggio che lo fa chiedere è il primo: nessuno lo nota, nemmeno da vicino, nemmeno ridendo. Per chi lavora davanti a una telecamera, recita o canta, o semplicemente non vuole che l'apparecchio diventi un argomento di conversazione, è una differenza reale rispetto alla ceramica, che da vicino si vede. Il secondo vantaggio è meno evidente ma per me conta di più: è un apparecchio fisso, quindi non dipende dalle ore in cui lo si porta e sposta le radici con un controllo che le mascherine non hanno.

C'è anche un vantaggio di sicurezza per lo smalto che si vede: se durante il trattamento la pulizia non è stata impeccabile, le eventuali macchie bianche attorno agli attacchi restano sul lato interno dei denti, dove non si notano. Non è un buon motivo per pulire meno, ma è un dato che a qualche adulto con lo smalto fragile fa pendere la bilancia. Questi vantaggi vanno letti insieme ai limiti della sezione successiva, non da soli.

  • Invisibile dall'esterno. Attacchi e filo stanno dal lato della lingua: non si vedono parlando, ridendo né in fotografia.
  • Fisso, quindi indipendente dalla collaborazione. Lavora ventiquattro ore su ventiquattro, come un fisso vestibolare, e controlla i movimenti della radice.
  • Smalto visibile protetto. Le eventuali macchie da placca restano sul lato interno dei denti, non su quello che si mostra sorridendo.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quali sono gli svantaggi dell'apparecchio linguale, e perché li racconto per primi?

La lingua tocca gli attacchi in continuazione e nelle prime settimane si irrita, la pronuncia di alcune consonanti cambia per un periodo, la pulizia è più difficile perché non si vede dove si spazzola, e ogni riparazione richiede il pezzo su misura del laboratorio.

La lingua è il punto critico. Con un fisso vestibolare a soffrire sono le guance e le labbra per qualche giorno; con il linguale è la lingua, che si appoggia agli attacchi ogni volta che si deglutisce, cioè centinaia di volte al giorno. Le prime due-tre settimane sono le più faticose: piccole abrasioni sui bordi, la cera da applicare spesso, e una pronuncia delle «s», delle «t» e delle «l» che cambia perché la lingua non trova più la superficie liscia a cui era abituata. Nella maggior parte delle persone si risolve entro il primo mese; in alcune resta una leggera differenza.

La pulizia è il secondo nodo. Spazzolare attorno a un attacco che non si vede allo specchio richiede metodo e tempo, e il tartaro dietro gli incisivi inferiori, dove la saliva è più abbondante, si forma più in fretta. Il terzo è pratico: se un attacco si stacca, non lo si sostituisce con uno standard dal cassetto, serve quello costruito per quel dente. Infine i tempi di seduta sono più lunghi, perché lavorare dal lato della lingua, con lo specchietto, è più lento per chi lo fa.

  • Lingua e pronuncia. Irritazione e consonanti diverse per le prime settimane; quasi sempre passa, ma va messo in conto in un periodo senza impegni di parola importanti.
  • Pulizia alla cieca. Spazzolino e scovolino su attacchi che non si vedono: richiede più minuti e richiami di igiene più frequenti.
  • Riparazioni su misura. Un attacco staccato si sostituisce solo con il pezzo del laboratorio: tempi più lunghi di un fisso tradizionale.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)
Lo studio in cui riceve la dottoressa

Apparecchio linguale a Pistoia

Studio a Pistoia dal 1988 (38 anni) · 4,8 su 5 con 35 recensioni Google

Non rimandare la valutazione: con i bambini e i ragazzi il momento giusto per intervenire dipende dalla crescita, e passa. Racconta cosa hai notato e ricevi un parere, con le alternative possibili, compresa quella di aspettare.

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A chi può adattarsi l'apparecchio linguale?

All'adulto con denti permanenti tutti presenti, gengive sane, un'igiene già buona, movimenti che le mascherine non controllerebbero bene e una ragione concreta per cui la visibilità è un problema; non è uno strumento per i ragazzi né per chi ha poco tempo da dedicare alla pulizia.

Il profilo che mi fa pensare al linguale è preciso: una persona adulta che ha bisogno di un fisso, perché i movimenti richiesti superano quello che gli allineatori fanno con prevedibilità, e che per ragioni di lavoro o personali non può o non vuole mostrare attacchi, nemmeno in ceramica. A questo si aggiungono gengive in ordine, un'igiene che già oggi funziona, e la disponibilità a sopportare le prime settimane. Se manca anche una sola di queste condizioni, il linguale diventa un compromesso costoso in fatica.

Ci sono anche situazioni anatomiche che lo rendono più o meno adatto: corone cliniche corte, come nei denti molto consumati, lasciano poco spazio per incollare; un morso profondo, in cui gli incisivi inferiori toccano la faccia interna di quelli superiori, può far saltare gli attacchi o richiedere rialzi provvisori. Sono cose che vedo in visita, sui modelli, e che pesano nella scelta più delle preferenze. Per i ragazzi, infine, non lo considero: la pulizia e la tolleranza alla lingua chiedono una maturità che a tredici anni di rado c'è.

Perché di solito propongo il fisso vestibolare o gli allineatori, e non il linguale?

Perché nella grande maggioranza dei casi raggiungono lo stesso risultato con meno fatica per chi li porta e con sedute più semplici, e perché la richiesta di invisibilità, quando la si scompone in visita, si soddisfa quasi sempre con le mascherine o con la ceramica.

Quando una persona mi chiede il linguale, la prima cosa che faccio è capire il problema dentale, non lo strumento. Se i movimenti sono compatibili con gli allineatori, le mascherine danno l'invisibilità richiesta senza toccare la lingua e con una pulizia normale, perché si tolgono. Se serve il fisso, gli attacchi in ceramica sull'arcata superiore si notano poco a distanza di conversazione, e per l'arcata inferiore, che si vede meno, il metallo spesso basta. Resta una fascia stretta di casi in cui il linguale è davvero la risposta più adatta.

In quella fascia non faccio finta che non esista. Se la visita mi dice che è la strada giusta, lo spiego con i modelli e indirizzo verso chi lo esegue, senza improvvisare uno strumento che richiede una pratica specifica. È una scelta di onestà verso la persona e verso me stessa: preferisco proporre bene ciò che faccio tutti i giorni e dire con chiarezza quando serve altro. Per capire come scelgo fra gli strumenti che uso, la pagina sull'ortodonzia per adulti racconta il ragionamento per intero.

Come si svolge la visita di chi chiede un apparecchio linguale?

Come ogni visita ortodontica: fotografie, controllo del morso e delle gengive, le radiografie che servono, le impronte se c'è una domanda precisa; poi una conversazione in cui separo il problema dei denti dalla richiesta di invisibilità e propongo le alternative reali, linguale compreso se ha senso.

Chi arriva con in mente il linguale ha spesso già letto molto e ha un'idea precisa. Io parto da un'altra parte: dai denti, da come chiudono, da quanto spazio c'è, da come stanno le gengive. Solo dopo chiedo perché la visibilità è un problema, in quali situazioni, per quanto tempo. Spesso scopriamo insieme che il vero vincolo è un periodo di pochi mesi, un evento, un ruolo lavorativo, e che le mascherine o un fisso in ceramica lo rispettano.

Alla fine della visita consegno un piano scritto con le alternative e, se il linguale è fra queste, lo dico insieme ai suoi limiti e con l'indicazione di chi lo esegue. Il trattamento ortodontico è un atto medico che parte dopo la visita, con il consenso informato; non si sceglie da un elenco di strumenti ma dal problema. Chi esce dallo studio sa cosa ha, cosa si può fare e con quale fatica, e decide con calma.

Apparecchio linguale a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso

A Pistoia chi mi chiede dell'apparecchio linguale è quasi sempre un adulto fra i venticinque e i quarantacinque anni con una professione in cui il viso conta: chi parla in pubblico, chi lavora nel commercio o nella ristorazione, chi si fotografa per lavoro. Arriva informato, a volte con un preventivo di un altro studio, e vuole un parere su un caso concreto. Con queste persone la visita serve a mettere in fila i movimenti necessari e a verificare se la richiesta di invisibilità si soddisfa con le mascherine, con la ceramica o se davvero resta solo il linguale.

Nel Pistoiese vedo anche una seconda richiesta, più rara: chi ha già portato un apparecchio linguale altrove, lo ha tolto per l'intolleranza della lingua o per la pronuncia, e ora chiede come completare il lavoro rimasto a metà. Qui si riparte dalle fotografie e dai modelli, e di solito si conclude con gli allineatori o con un fisso parziale. Da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese arrivano infine persone che cercano semplicemente «un apparecchio che non si veda» e non conoscono le differenze fra le opzioni: con loro il tempo della visita va soprattutto nello spiegare.

Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e controlli quando è possibile. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.

Quando il trattamento apparecchio linguale non è la scelta giusta?

Ci sono situazioni in cui l'apparecchio linguale è una scelta sbagliata anche quando l'invisibilità è una necessità vera.

  • Igiene già faticosa con denti liberi. Se oggi lo spazzolamento non è regolare, attacchi che non si vedono peggiorano le cose: meglio le mascherine, che si tolgono per pulire.
  • Ragazzi e adolescenti. La tolleranza della lingua e la pulizia alla cieca chiedono una costanza che a quell'età è rara; il fisso vestibolare è più onesto.
  • Chi parla per mestiere senza pause. Insegnanti, chi sta al telefono tutto il giorno, chi canta: le prime settimane di pronuncia alterata pesano più della visibilità di una ceramica.
  • Morso profondo marcato o denti molto corti. Poco spazio per incollare e attacchi che si staccano al contatto: lo vedo sui modelli e lo dico prima.
  • Gengive infiammate. Come per ogni apparecchio: prima si cura il parodonto, poi si parla di spostare i denti.
  • Un problema risolvibile con le mascherine. Se gli allineatori fanno gli stessi movimenti con prevedibilità, il linguale aggiunge fatica senza aggiungere risultato.

Come si svolge il percorso, in tre passi?

  1. 1Visita e piano con le alternative. Fotografie, morso, gengive e le radiografie che servono; separo il problema dentale dalla richiesta di invisibilità e scrivo le opzioni vere, linguale compreso se ha senso.
  2. 2Scelta dello strumento. Allineatori o fisso in ceramica nella maggior parte dei casi; se il linguale è la strada giusta, indico chi lo esegue e come si coordina con i controlli.
  3. 3Controlli e contenzione. Qualunque sia lo strumento, i richiami di igiene si infittiscono e alla fine arrivano filo e mascherina di contenzione, che seguo io.

Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Come si può pagare?

Un trattamento ortodontico ha un costo complessivo scritto nel piano prima di iniziare, suddiviso in fasi (apparecchio, controlli, contenzione): così sai in anticipo il totale e quando si paga ciascuna parte.

Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.

Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.

Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.

  • Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
  • Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
  • Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.

Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Silvana G. · Recensione su Google

Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀

Nicola B. · Recensione su Google

Ottimo studio. Ambiente molto professionale, e tutto il personale è cortese e preparato. Mi sono trovato benissimo e tornerò sicuramente.

Giovanni B. · Recensione su Google
Leggi tutte le 35 recensioni su Google (4,8 su 5)

Il primo passo è una visita

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Domande frequenti: apparecchio linguale a Pistoia

  1. 1. L'apparecchio linguale fa male alla lingua?

    Nelle prime due-tre settimane la lingua si irrita a contatto con gli attacchi, soprattutto sui bordi, e serve la cera più volte al giorno. Poi la mucosa si adatta. In una minoranza di persone il fastidio resta tanto da far interrompere: è il limite principale di questo strumento, e lo dico prima.

  2. 2. Quanto tempo ci vuole per tornare a parlare normalmente con il linguale?

    In genere da una a quattro settimane. Le consonanti che si appoggiano al palato dietro gli incisivi sono le più colpite; leggere ad alta voce ogni giorno accelera l'adattamento. Chi parla per lavoro dovrebbe prevedere l'inizio in un periodo senza impegni importanti.

  3. 3. Il linguale è più lento del fisso tradizionale?

    La durata complessiva del trattamento è paragonabile, perché la meccanica è la stessa. Si allungano i tempi prima dell'applicazione, per il lavoro del laboratorio, e la durata delle singole sedute, perché lavorare dal lato della lingua è più lento per chi lo fa.

  4. 4. Si può mettere il linguale solo sull'arcata superiore?

    Si può, ed è una combinazione frequente: linguale sopra, dove si vede di più, e fisso tradizionale o allineatori sotto. Dipende dai movimenti necessari nelle due arcate e da come chiudono gli incisivi: se quelli inferiori toccano gli attacchi superiori, serve una soluzione.

  5. 5. Come si pulisce un apparecchio linguale?

    Con uno spazzolino a testina piccola inclinato verso la gengiva, scovolini fra attacco e dente, e il filo con l'infilatore la sera, davanti a uno specchio con una buona luce e aiutandosi con uno specchietto. Richiede più minuti del fisso vestibolare e richiami di igiene più ravvicinati.

  6. 6. Perché l'apparecchio linguale costa più del fisso tradizionale?

    Perché attacchi e fili si costruiscono su misura in laboratorio, dente per dente, mentre nel fisso tradizionale sono prefabbricati; e perché le sedute sono più lunghe. Nel preventivo spiego come è composta la cifra e in quali fasi si paga; cifre su questa pagina non ne trovi, perché dipendono dal caso.

  7. 7. Il linguale va bene se ho un morso profondo?

    È una delle situazioni che lo rendono più difficile: gli incisivi inferiori, chiudendo, toccano gli attacchi incollati dietro quelli superiori e possono staccarli. A volte si risolve con piccoli rialzi provvisori sui molari, a volte è meglio un altro strumento. Lo vedo sui modelli.

  8. 8. Si può passare dal linguale agli allineatori a metà trattamento?

    Sì, e capita a chi non tollera la lingua. Si tolgono gli attacchi, si prendono nuove impronte e si progetta la serie di mascherine dalla posizione raggiunta. Non è un fallimento, ma un cambio di strumento; meglio deciderlo entro i primi mesi, non dopo un anno di sofferenza.

  9. 9. Se mi consiglia il linguale, lo mette lei?

    Se dalla visita risulta la strada giusta, lo dico, lo scrivo nel piano con le alternative e indirizzo verso chi lo esegue con pratica specifica. Non è lo strumento che uso di solito e preferisco essere chiara su questo piuttosto che improvvisare. I controlli di contenzione, dopo, li posso seguire io.

  10. 10. Gli allineatori sono davvero invisibili quanto il linguale?

    A distanza di conversazione quasi; da vicino gli attachment in composito sulle superfici esterne si notano, e la plastica si può macchiare. Il linguale non si vede nemmeno da vicino. La differenza conta per chi lavora davanti a una telecamera, molto meno per la vita di tutti i giorni.

  11. 11. Chi segue il trattamento apparecchio linguale a Pistoia?

    Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.

  12. 12. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?

    Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.

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