Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Ascesso dentale nei bambini a Pistoia
Una bollicina che va e viene, una guancia gonfia al risveglio, un bambino che non si lamenta di niente: tre motivi per cui quel dente da latte va guardato adesso.
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In sintesi
In questa pagina spiego cosa significa un ascesso dentale nei bambini a Pistoia: la bollicina sulla gengiva, la guancia gonfia, perché non conviene aspettare e come proteggo il dente permanente che sta sotto.
L'ascesso dentale nei bambini si presenta quasi sempre in due modi: una bollicina biancastra sulla gengiva sopra un dente da latte, oppure una guancia gonfia da un lato al risveglio. Nessuno dei due va rimandato, anche se il bambino mangia e gioca come sempre.
Nello studio di Pistoia mi occupo di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci. Qui spiego cosa vuol dire quella bollicina, perché non conviene aspettare e come proteggo il dente permanente che sta sotto; delle carie parlo nella pagina dedicata.
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Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
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Cos'è un ascesso dentale nei bambini e perché compare una bollicina sulla gengiva?
È il pus di un dente da latte infetto che si è aperto una via nella gengiva.
Il dente da latte ha una polpa grande rispetto alla sua misura e uno smalto sottile, così un'infezione arriva alla radice prima di quanto un genitore immagini. Quando il pus preme, cerca la strada più breve verso l'esterno e buca l'osso sopra la radice: nasce la bollicina, che in termini tecnici è una fistola gengivale, e nei bambini compare più spesso sopra i molaretti da latte o accanto agli incisivi superiori.
Quello che un genitore nota è un puntino bianco o giallastro grande come una capocchia di spillo, che a volte si svuota da solo e sembra sparire. Altre volte non c'è nessuna bollicina e la prima cosa che si vede è la gengiva gonfia: il bambino ha la guancia più piena da un lato, magari solo al risveglio. In entrambi i casi il dente sotto, in genere, soffre già da tempo.

Perché un ascesso dentale nei bambini non si aspetta?
Perché è un'infezione dentro l'osso: può restare silenziosa per settimane e gonfiare in poche ore.
Un ascesso dente da latte non guarisce da solo, nemmeno quando la bollicina si svuota e il bambino torna a mangiare tranquillo: il pus esce, la pressione cala, il dolore passa, la causa resta. Il punto che spiego ai genitori è questo: finché c'è un drenaggio il quadro è silenzioso, quando quel drenaggio si chiude il gonfiore può arrivare in mezza giornata. Per questo preferisco vedere il bambino quando è tranquillo.
Ci sono poi situazioni in cui non si aspetta nemmeno il giorno dopo, e le dico sempre a voce alta: gonfiore che sale verso l'occhio o scende verso il collo, febbre, difficoltà ad aprire la bocca o a deglutire, bambino spento. Lì la valutazione è medica e urgente, e se la famiglia mi chiama indirizzo subito. Negli altri casi serve una visita in tempi brevi: l'importante è che quel dente venga guardato.

Cosa faccio in visita quando c'è un ascesso dentale nei bambini?
Guardo, tocco la gengiva e faccio le radiografie che servono per capire da quale dente parte.
La prima cosa è capire se il bambino ha dolore adesso. Se ce l'ha, si accorciano le spiegazioni e si lavora per togliere la pressione; se non ce l'ha, la visita è tranquilla: lo faccio sedere, gli mostro lo specchietto, gli faccio contare i denti. Poi passo la gengiva per vedere da dove esce il pus e quale dente risponde al tocco. Il bambino collabora più di quanto teme il genitore.
Le strade, in genere, sono due: aprire il dente e pulire i canali, se radice e osso lo permettono, oppure toglierlo quando non è più recuperabile. Quale sia quella giusta lo dico dopo aver visto le immagini, mai al telefono. L'antibiotico, quando serve, lo valuta e lo prescrive il medico dopo la visita: spegne il gonfiore, ma non toglie la causa, e un ascesso lasciato alle sole medicine di norma torna.
- Il dente colpevole. Non sempre è quello vicino alla bollicina.
- Quanto è avanzata. Radice e osso si vedono in radiografia.
- Il germe sotto. Controllo dove si trova il dente permanente.

La bollicina va e viene e mio figlio non ha dolore: posso aspettare?
No: un ascesso che non fa male è un ascesso che drena, non uno che guarisce.
Nei denti da latte la polpa, quando l'infezione è andata avanti, spesso non è più viva: il nervo non manda segnali e il bambino non sente niente. È il motivo per cui tanti genitori mi dicono «mangia di tutto, non si è mai lamentato» mentre sul dente c'è una fistola da mesi. Il dolore, qui, è un indicatore in ritardo: sale con la pressione e sparisce appena il pus trova la strada.
Quello che cambia, aspettando, non è il dolore ma l'osso. Intorno alla radice di un dente da latte infetto l'osso si riassorbe poco alla volta, il dente comincia a muoversi, la gengiva resta rossa e il bambino evita quel lato quando mastica. A volte me ne accorgo perché mangia solo da una parte, o perché l'alito è cambiato. Più si aspetta, meno opzioni restano per conservare il dente fino al cambio naturale.
Cosa rischia il dente permanente che cresce sotto?
Il germe del permanente sta a pochi millimetri dalla radice infetta e un'infezione lunga può segnarlo.
Nei primi anni lo smalto del dente permanente si sta ancora formando, e si forma sotto il dente da latte. Un'infezione prolungata può disturbare quella fase: il dente che spunta anni dopo può presentare una macchia bianca o giallastra, una zona di smalto più fragile, più di rado una forma irregolare. Non succede sempre e non si prevede caso per caso, ma è la ragione per cui prendo sul serio questi gonfiori.
C'è poi la questione dello spazio. Se il dente da latte si perde presto per un'infezione, i denti vicini tendono a scivolare nel vuoto e al permanente resta meno posto di quello che gli serve: a volte, anni dopo, è questo che porta a chiedere un apparecchio. Quando l'ascesso nasce da una botta il discorso cambia, e ne parlo nella pagina sul trauma dentale nei bambini, dove conta anche il controllo a distanza.
Cosa posso fare a casa prima della visita e cosa è meglio evitare?
Pulire con delicatezza e cibi morbidi; non schiacciare la bollicina, non scaldare la guancia.
A casa serve poco, e va fatto con calma. Lo spazzolino morbido passa anche sul dente che fa male, perché smettere di pulire proprio lì peggiora le cose; sciacqui con acqua tiepida, se il bambino sa sputare; cibi morbidi e tiepidi, niente di bollente. Se c'è dolore, un analgesico da banco si dà soltanto se il medico lo ritiene, nelle dosi che indica lui. Il resto può aspettare la visita in studio.
Quello che chiedo di non fare è schiacciare la bollicina sulla gengiva del bambino per farla svuotare: si sposta soltanto il problema e si irrita il tessuto. Niente impacchi caldi sulla guancia gonfia, niente medicine avanzate da un'altra volta. E niente discorsi drammatici in macchina: al bambino basta sapere che andiamo a far vedere il dentino che si è arrabbiato, che conteremo i denti e che gli spiegherò tutto prima di toccarlo.
Ascesso dentale nei bambini a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la chiamata tipica arriva il lunedì mattina: il bambino si è svegliato con la guancia gonfia e il genitore non sa se rivolgersi al pediatra o al dentista. Rispondo sempre così: se il gonfiore è contenuto e non c'è febbre lo vedo io, e capisco da quale dente parte; se il quadro è più serio dico subito dove andare. L'altra situazione frequente è il genitore che scopre la bollicina per caso, lavando i denti al figlio la sera, e che si stupisce nel sentire che è lì da settimane.
Dalle famiglie che seguo nel Pistoiese e dai Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese sento spesso la stessa frase: «è un dente da latte, tanto cade». Capisco il ragionamento, ma un molaretto resta in bocca in genere fino ai dieci o dodici anni, e mesi di infezione sopra un germe che si sta formando non sono un dettaglio. L'altra frase che sento è «ha già preso l'antibiotico dal pediatra e il gonfiore è passato»: va benissimo che sia passato, però il dente va comunque guardato, perché la causa è rimasta dov'era.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando non è questa la strada?
Non ogni gonfiore in bocca è un ascesso dentale nei bambini.
- Dente che dondola. Intorno a un dente che sta cadendo la gengiva si gonfia.
- Dente che spunta. Sopra un molare in arrivo la gengiva duole per qualche giorno.
- Morso accidentale. Una ferita della guancia in genere guarisce da sola.
- Ghiandola ingrossata. Il gonfiore sotto la mandibola a volte viene da un raffreddore.
- Bambino terrorizzato. Non forzo: appuntamenti brevi, come spiego nella pagina sulla paura.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1La visita. Guardo la bocca, faccio le radiografie che servono e dico da quale dente parte.
- 2La cura. Dopo la visita stabilisco cosa fare su quel dente e lo spiego prima di iniziare.
- 3I controlli. Rivedo il bambino a distanza: il dente permanente sotto va seguito.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!
Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: ascesso dentale nei bambini a Pistoia
1. Un ascesso dentale nei bambini è contagioso per i fratelli?
L'ascesso in sé no: è l'infezione di un singolo dente, non una malattia che passa da un bambino all'altro. I batteri della carie, invece, si scambiano con facilità in famiglia, quindi evito cucchiai e spazzolini in comune e colgo l'occasione per guardare anche la bocca degli altri figli.
2. Quanto ci mette a sgonfiarsi la guancia di un bambino?
Dipende da quanto è avanzata l'infezione e da cosa si fa. Quando la causa viene trattata, in genere il gonfiore cala in pochi giorni; se cala da solo senza che nessuno abbia toccato il dente, vuol dire soltanto che il pus ha trovato una via d'uscita. Il controllo resta necessario.
3. Serve sempre una radiografia per un ascesso dentale nei bambini?
Quasi sempre sì, perché a occhio non si vede dove arriva l'infezione né quanto è vicina al germe del dente permanente. Faccio solo le radiografie che servono per decidere, con le protezioni del caso, e spiego al bambino cosa sto facendo prima di farlo.
4. Un dente da latte con la fistola si può salvare?
A volte sì e a volte no: dipende da quanto osso è rimasto intorno alla radice, da quanto manca al cambio e da come sta il germe sotto. Se il dente è recuperabile si cura; se non lo è, tenerlo a tutti i costi non aiuta il dente che verrà.
5. Un ascesso dentale nei bambini può rimandare l'inizio di un apparecchio?
Sì. Prima si spegne l'infezione e si sistema la bocca, poi si ragiona sull'allineamento: lavorare su un dente infetto non ha senso. Di solito è questione di poche settimane, e intanto si fa la valutazione di cui parlo nella pagina sull'ortodonzia per i bambini.
6. Mio figlio ha l'alito pesante e un puntino rosso sulla gengiva: è un segnale?
Può esserlo. Un alito che cambia senza raffreddore, insieme a un puntino rosso o biancastro sempre nello stesso punto, mi fa pensare a un dente che drena. Non è una diagnosi al telefono, ma è un motivo sufficiente per fissare una visita e guardare quella zona con calma.
7. Un ascesso dentale nei bambini si può prevenire?
In buona parte sì, perché nasce quasi sempre da una carie trascurata o da una botta non controllata. Controlli regolari, igiene serale fatta dall'adulto finché il bambino non è autonomo, poche occasioni di zucchero fuori pasto: sono le cose che spostano davvero la probabilità che accada.
8. Può tornare un ascesso sullo stesso dente già curato?
Può succedere, soprattutto nei denti da latte, perché la radice si sta riassorbendo e la guarigione è meno prevedibile che in un adulto. Per questo programmo un controllo a distanza anche quando tutto sembra a posto: se l'infezione si ripresenta, si cambia strada per tempo.
9. Il bambino può andare a scuola o allenarsi con la guancia gonfia?
Con un gonfiore in corso preferisco che stia tranquillo e che venga visto prima: lo sforzo e il caldo non aiutano, e un colpo su una zona già infiammata è l'ultima cosa che serve. Dopo la visita, in genere, si torna alla vita di sempre in pochi giorni.
10. A che età si vedono più spesso questi gonfiori sui denti da latte?
Soprattutto fra i tre e i nove anni, quando i molaretti lavorano da tempo e una carie può essere passata inosservata. Capita anche prima, nei bambini che si sono addormentati a lungo con il biberon, e dopo una botta sugli incisivi nei più piccoli.
11. Chi segue le cure per carie dei denti da latte a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
12. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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Via Niccolò Machiavelli 27, 51100 Pistoia (PT)
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Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
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